ITALIA PATRIMONIO DEL NUNESCO


Comunicazione pubblica della campagna NUNESCO del 28 marzo 2020

 Con il decreto “io resto a casa”, il governo ha esteso l’isolamento, ormai da qualche settimana a tutta la penisola. Ora, tutti quanti viviamo condizioni molto simili a quelle nelle quali si trovano quotidianamente disabili, anziani ed individui non del tutto autosufficienti: il “patrimonio umano del #NUNESCO”. Oltre 4 milioni di persone che, per il proprio vissuto da “case galera” e/o presso delle strutture, hanno parecchio da dire al resto del paese, ed ancor di più in questo frangente.
 Le misure riferite alle persone con fragilità appaiono essere perlopiù di non-azione: ulteriore isolamento, chiusura dei centri diurni, assistenza personale a domicilio e nelle RSA compromessa, ed il silenzio assoluto sulla ripresa di visite mediche e terapie, che getta ancora più incertezze. Chiunque abbia necessità, per un quadro clinico precedente o per una qualsiasi insorgenza, troverà d’ora in poi delle strutture ospedaliere sovraccaricate, in un sistema già di per sé intasato. Come si può evitare che l’emergenza per la salute pubblica in atto non vada a compromettere la salute personale – e la vita – di chi vive con patologie croniche, o comunque con percorsi terapeutici/ riabilitativi o di cura in corso?
Ci chiediamo, dunque, se esista e quale sia il piano delle istituzioni per affrontare nel medio-lungo periodo il problema di “#AccessibilitàSanitaria” che si sta profilando, come in questi giorni, con operatori che si trovano a dover selezionare coloro che saranno trattati e quelli a cui invece saranno negate prestazioni fondamentali. Non si tratta “solo” dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), che a 30 anni dalla norma che li istituiva sono scarsi o non realizzati, ma oggi più che mai di ABBATTERE LE BARRIERE di ogni tipo, a partire da quelle relazionali e amministrative, che possono essere superate destinando risorse alle acclamate “strategie di innovazione”.
 Da diversi anni molti Paesi investono per evitare i ricoveri quando non strettamente necessari, mentre in Italia ci sono 49mila decessi all’anno per infezioni ospedaliere (130/140 al giorno!). Un piano perseguibile è proprio lo sviluppo della tele-medicina (diagnosi a distanza, tele-monitoraggio e tele-assistenza) che permetta una distribuzione capillare e più vicina all’utenza di servizi e di competenze, non più vincolate ai grandi centri e fuori dai quali va garantita la ‘continuità assistenziale’. Alcuni di noi si sono interessati alla (tele-) materia ed al promuoverla in sedi ufficiali di nuovo lo scorso anno, registrando progressi timidi o non soddisfacenti per chi ne necessita e li richiede da troppo tempo. Adesso che tale modello è preso in seria considerazione, vogliamo portare il nostro contributo – forti dell’esperienza – nonostante decenni di tagli alla sanità e di frammentazione dei servizi abbiano impedito al progresso scientifico, alla ricerca e alla tecnologia di essere realmente funzionali alla Salute ed all’Inclusione.
 La medesima situazione è riscontrabile nei mondi della formazione e del lavoro, dove solo l’emergenza in atto ha promosso lo smart-working o l’e-learning. Gli studenti e/o lavoratori con disabilità possono adesso notare quanta frustrazione avrebbero potuto risparmiare negli anni trascorsi ad elemosinare autonomia individuale e libertà, visto che risulta così rapido mettere in campo queste tecnologie e modalità.
 Senza più indugi è tempo di fornire la totale #AccessibilitàDigitale:
  • – Evaporazione della burocrazia dei servizi essenziali tramite pratiche in forma semplificata e digitalizzata
  • – Accessibilità dei siti web e delle app per disabilità intellettive e sensoriali, fornendo gli ausili necessari
  • – Percorsi riservati e accessi garantiti alle persone disabili per cibo, farmaci e beni essenziali
  • – Potenziamento dell’infrastruttura digitale con piani agevolati di consumo in cui il traffico dati non sia più limitato per incentivare la partecipazione e concepimento della connessione ad internet non più come un servizio, ma come un diritto da garantire soprattutto ai più vulnerabili
  • – Progettazione accessibile e partecipata di spazi e servizi usabili da ampie fasce della popolazione
In qualità di #NUNESCO, certificati e domiciliati, attiviamo il “canale aperto” #ioNUNESCOdaCasa con video testimonianze e segnalazioni dalle reclusioni, con comunicazioni e link utili da far girare dalle nostre pagine e da tutte quelle che si stanno unendo alla campagna, ma anche interviste e musica su QuarAntenna di Radio 32 – La Radio che Ascolta da Roma
Canali social:
– Versione Inglese del comunicato NUNESCO – English version –
ITALY HERITAGE OF NUNESCO*
(Nunesco* is a wordplay that sounds similar to UNESCO, but means “I don’t go out”)
  With the decree “I stay at home”, the government has extended the lockdown, since a few weeks now, to the entire peninsula. Now, we all live conditions very similar to those in which they find themselves daily disabled, elderly and individuals who are not entirely self-sufficient: the “human heritage of the #NUNESCO”. More than 4 million people who, do to  their lives lived from “prison-houses” and/or at facilities, have a lot to say to the rest of the italian population, and even more so in this particular moment.
The measures regarding people with frailty appear to be mostly non-action measures: further isolation, closure of day care centres, homecare and care in the RSA compromised, and absolute silence without any hints concerning the resumption of medical examinations and therapies, which leaves us with even more uncertainty. Anyone who needs, for a previous clinical framework or for any onset, will now find hospital facilities overloaded, in a system already clogged up.
How can the current public health emergency not  compromise the personal health – and life – of those living with chronic conditions, or at least with ongoing therapeutic/rehabilitative or treatment paths? We therefore ask ourselves whether there is a plan and which is the plan of the institutions to deal with in the medium to long term the problem of “#AccessibilitàSanitaria”( sanitary accessibility) that is looming, as in these days, with operators who have to select those who will be treated and those who will be denied essential services. This not “only” about the Plans for the Elimination of Architectural Barriers (PEBA), which, 30 years after the standard that established them, are insufficient or unfullfilled, but nowadays  even more than ever before TEAR DOWN BARRIERES of all kinds, starting from the relational and administrative ones, which can be overcome by allocating resources to the acclaimed “innovation strategies”.For several years many countries have been investing to avoid hospitalizations when not strictly necessary, while in Italy there are 49,000 deaths per year from hospital infections (130/140 per day!). An achievable plan is precisely the development of tele-medicine (remote diagnosis, tele-monitoring and tele-assistance) that allows a widespread and closer distribution to the user of services and skills, no longer constrained to large cities and outside from which ‘continuity of care’ must be guaranteed. Some of us were interested in the (tele-) matter and promoting it in official venues again last year, recording  unsatisfactory progresses for those who need it and have been requesting it for much too long. Now that this model is being taken seriously, we want to make our contribution –  acknowledging our experience – despite the fact that decades of cuts to health and service fragmentation have prevented scientific progress, research and technology from being truly functional to Health and Inclusion.The same situation can be found in the environments of training and work, where only the current state of emergency has promoted smart-working or e-learning. Students and/or workers with disabilities can now see how much frustration they could have saved in the years spent begging for individual autonomy and freedom, as it is so quick to put these technologies and modalities into the field.
 Without any more delay it is time to provide the total #AccessibilitàDigitale ( digital access ):
  • – Unburden of essential service bureaucracy through simplified and digitised practices.
  • – Accessibility of websites and apps for intellectual and sensory disabilities, providing the necessary assistance.
  • – Confidential routes and guaranteed access to disabled people for food, medicines and essential needs.
  • – Enhancing digital infrastructure with facilitated consumption plans in which data traffic is no longer limited to encourage participation and conception of the internet connection no longer as a service, but as a right to be guaranteed above all to the most vulnerable ones.
  • – Accessible and participatory design of spaces and services that can be used by large sections of the population.
 As #NUNESCO we, as certified and domiciled, we activate the “open channel” called #ioNUNESCOdaCasa with video testimonials and reports from the prisons, with useful communications and links to run from our pages and from all those who are joining the campaign, but also interviews and music on Radio 32’s QuarAntenna – The Radio that listens from Rome
Social Channels:
NUNESCO
Down with Barriers
Disability Pride Italy 
Disabled Pirate
Email: nunesco@anche.no

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